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giovedì 27 febbraio 2025

La Depressione Postpartum e l’Analisi Transazionale: Una Prospettiva Psicologica


La depressione postpartum (DPP) è una condizione psicologica che colpisce molte donne nei mesi successivi al parto. Si manifesta con sintomi quali tristezza persistente, senso di inadeguatezza, difficoltà nel legame con il neonato e perdita di interesse nelle attività quotidiane. L’Analisi Transazionale (AT), sviluppata da Eric Berne negli anni ’50, offre un modello utile per comprendere e affrontare questa complessa esperienza emotiva, esplorando le dinamiche interne e relazionali che contribuiscono al disagio.


L’Analisi Transazionale: I tre Stati dell’Io e la DPP


L’AT si basa sull’idea che la personalità sia suddivisa in tre stati dell’Io:


1. Genitore (normativo e affettuoso): rappresenta l’introiezione delle regole e dei modelli comportamentali appresi durante l’infanzia.



2. Adulto: è il centro della razionalità e della valutazione obiettiva della realtà.



3. Bambino (adattato e libero): racchiude emozioni, bisogni e vissuti dell’infanzia.




Durante il periodo postpartum, i conflitti tra questi stati dell’Io possono amplificarsi. Ad esempio:


Il Genitore Critico può emergere sotto forma di giudizi severi verso sé stesse (“Non sei una brava madre”).


Il Bambino Adattato potrebbe sentirsi sopraffatto da sentimenti di abbandono, derivanti da bisogni emotivi insoddisfatti o riattivati dalla maternità.


L’Adulto, spesso sopraffatto dallo stress e dalla mancanza di sonno, può perdere temporaneamente la sua capacità di elaborare la situazione con equilibrio.



Copioni di Vita e Depressione Postpartum


L’AT suggerisce che ogni individuo sviluppa un copione di vita, ovvero un piano inconscio strutturato durante l’infanzia, basato sulle interazioni con i genitori e sulle decisioni precoci. Nel contesto del postpartum, alcune donne possono attivare copioni disfunzionali, come:


“Devo essere perfetta per essere amata”: questa convinzione può portare a uno stress eccessivo, amplificando il senso di fallimento.


“Non sono abbastanza”: un copione comune che intensifica il senso di inadeguatezza come madre.



Contratti di Cambiamento e Strategie Terapeutiche


L’Analisi Transazionale propone interventi mirati per aiutare le donne con depressione postpartum a riconoscere e ristrutturare i propri schemi disfunzionali. Tra le strategie più efficaci troviamo:


Consapevolezza degli Stati dell’Io: attraverso il dialogo terapeutico, la paziente viene guidata a identificare quale stato dell’Io domina in momenti specifici e come gestire il conflitto interno.


Ristrutturazione del Copione di Vita: lavorare sui messaggi genitoriali interiorizzati e sulle decisioni precoci per modificare le convinzioni auto-limitanti.


Sviluppo dell’Adulto Funzionale: rafforzare la capacità di valutare la situazione con lucidità, accettando imperfezioni e limiti.



Il Ruolo delle Relazioni nella Guarigione


Un altro aspetto chiave dell’AT è l’enfasi sulle transazioni interpersonali. La relazione madre-bambino, così come il supporto del partner e della rete sociale, gioca un ruolo cruciale nel percorso di guarigione. L’AT aiuta le madri a:


Identificare transazioni disfunzionali, come richieste eccessive o giudizi impliciti provenienti dall’ambiente.


Favorire transazioni nutrienti, valorizzando scambi positivi e incoraggianti con le persone vicine.



Conclusioni


La depressione postpartum è una sfida complessa che coinvolge dinamiche profonde a livello intrapsichico e relazionale. L’Analisi Transazionale offre strumenti preziosi per comprendere e affrontare questa condizione, aiutando le donne a riscoprire il proprio equilibrio e a costruire una relazione sana e amorevole con sé stesse e con il proprio bambino.


Un percorso terapeutico basato sull’AT può rappresentare una strada efficace per accompagnare le madri nel processo di cambiamento e crescita personale, trasformando il postpartum in un’opportunità di scoperta e risanamento.


venerdì 1 settembre 2017

MINDFULNESS DI COPPIA..UNA SEMPLICE SOLUZIONE..

NON è FACILE VIVERE IN COPPIA…

iniziamo con questo assunto che sembrerà ad alcuni generalizzante ad altri negativo. 

No, è un dato di fatto, una situazione in cui ci troviamo tutti, sia che stiamo parlando di una coppia affettiva ( marito e moglie, fidanzati, amanti), sia che la coppia si composta da un genitore e un figlio, che da amici.




La psicoterapia è fondamentale quando ci sono dei problemi da risolvere per trovare un nuovo modo sano di relazionarsi ( o lasciarsi, in alcuni casi), e questa può essere accompagnata da esercizi di mind-fulness, che aiutano il lavoro stesso, rendendolo più semplice e duraturo.

Altre volte la mindfulness può essere utilizzata da sola per saldare legami già forti o ritrovare entusiasmo e progettualità che con l’andare del tempo, e magari, dopo un momento di stanchezza, 
possono essersi un po’ ingrigiti.

Meditare sull’Amore, infatti è una modalità dedicata a chiunque voglia scoprire come applicare la mindfulness nell’ambito dell’amore e delle relazioni.

Attraverso esercizi di meditazione, riflessioni guidate, condivisioni di coppia e di gruppo e indicazioni per la vita quotidiana, si ESPLORA  e si COLTIVA.

Queste sono due AZIONI_OBIETTIVI fondamentali per ogni relazione, compresa quella con noi stessi.

L’Amore preso in considerazione per primo è quello verso noi stessi come base per entrare in una relazione  con gli altri allo stesso modo, in tutte le forme in cui  può manifestarsi.

L’Amore verso gli altri, il secondo, è una via privilegiata per avere una vita che sia sempre piena di affetto indipendentemente dalla fase che stiamo attraversando nella coppia o con noi stessi.

La possibilità di amare e  rilassarci, lasciando andare il dolore delle aspettative che proiettiamo sull’altro e aprendoci invece alla possibilità di fluire insieme in uno spazio condiviso è un obiettivo fondamentale in tutte le relazioni della nostra vita.

Inoltre impariamo la possibilità di accogliere il disagio che  si crea nelle relazioni, non come qualcosa da cambiare o riparare a tutti i costi, ma come un’opportunità. Grazie a questo io posso allenare la mia curiosità e per cogliere informazioni preziose per il nostro percorso di coppia.

Un altro obiettivo fondamentale è quello di imparare a distinguere fra le relazioni che fanno bene a noi e agli altri, autentiche, naturali e che ci fanno crescere, e quelle che invece è meglio e sano iniziare a lasciare un po’ andare



VANO ATTACCAMENTO

Tutto è impermanente

perché questa è la natura della vita, ma noi facciamo fatica, psicologicamente, a lasciar andare e lottiamo (come fosse una cosa pericolosa), ogni giorno col CAMBIAMENTO. E un giorno, troviamo al nostro fianco qualcuno che non riconosciamo. Quello/a di cui ci eravamo innamorati un tempo,  l'abbiamo perso strada facendo.

QUESTO PRENDERSI CURA, attraverso la mindfulness delle nostre relazioni non ci rende freddi e spietati di fronte all’idea di amore romantico e “per sempre”, ma anzi, ci chiede di impegnarci a tutelarlo, smettendo di dare per scontato chi ci sta accanto. 

Stare nel momento presente significa anche rendersi conto di come ci poniamo nei confronti dell'altrui presenza, del perché, ad esempio,ci troviamo a dover piangere o richiedere presenze che non ci sono.


“Quando siete vicini, dove sei realmente? Il corpo è lì, ma la tua mente?” Thich Nhat Hanh, grande Maestro di Mindfulness.