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martedì 25 agosto 2020

Da cosa nasce l'attrazione sessuale.

 

Oggi parleremo di un tema di cui forse si parla molto poco: l’attrazione sessuale. Chi non l’hai mai provata? Chi non ha mai sentito addosso quest’energia positiva?

L’attrazione sessuale sembra essere la base per poter intraprendere un rapporto che possa dirsi “completo”: non possiamo intraprendere un rapporto se manca questo ingrediente fondamentale. Ma cos’è esattamente? Da dove nasce?

Cos’è l’attrazione sessuale

Con attrazione intendiamo quella forza di attrarre e di essere trasportati da qualcuno che non dipende solo dalla bellezza, poiché vi sono diversi fattori che possono rendere irresistibile una persona ai nostri occhi. L’attrazione sessuale, nello specifico, è quella forma di desiderio che si prova nei confronti di un’altra persona, caratterizzato da un coinvolgimento fisico: in un certo senso ci si sente così attratti dall’altra persona, tanto che si vorrebbe avere un rapporto sessuale con lei.

Da cosa nasce l’attrazione sessuale?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, l’attrazione sessuale è il risultato dell’interazione tra geni e ambiente.

Sicuramente l’attrazione sessuale nasce grazie alla seduzione ed alla nostra fantasia: è grazie la nostra immaginazione che riusciamo a fare ciò che nella vita di tutti i giorni non faremmo, d’altronde; purtroppo, però, nella società odierna la fantasia è sempre più messa da parte: siamo sempre concentrati così tanto sul lavoro e sulla nostra realizzazione personale, che abbiamo messo in secondo piano la parte fondamentale di un rapporto, quella legata all’eros ed all’attrazione sessuale.

Non c’è più il desiderio di intimità, c’è solo la voglia di oggetti e superficialità.

Ma come nasce l’attrazione sessuale e cosa possiamo fare per riaccendere la fiamma dell’attrazione, quando ormai spenta?

Diciamo che nella maggior parte dei casi la capacità di attrarre è un’abilità che si possiede, ma esistono dei tratti fisici che possono comunque essere “sfruttati” se si vuole attrarre qualcuno: d’altronde, come tutti sappiamo, anche l’occhio vuole la sua parte, per questo è importante la prima impressione.

Pensate che il cervello dell’uomo è in grado, in pochissimi secondi, di elaborare quelli che sono i tratti fisici di una persona e attribuire così un giudizio. Cosa notiamo subito, senza nemmeno rendercene conto? Sicuramente i capelli, i vestiti, la carnagione.

Ora avete capito perché spesso si dice amore a prima vista? Ma cerchiamo di capire bene il ruolo che ogni parte del corpo ricopre  se si parla di attrazione sessuale.

l ruolo dei capelli e della pelle

Come abbiamo detto prima, tra le primissime cose che notiamo di una persona ci sono i capelli, il modo in cui sono acconciati, il colore, la piega: tutto questo non può non influenzare il nostro giudizio; vedere dei capelli ben curati sicuramente è molto più attraente che avere di fronte una chioma non curata. Anche l’odore della pelle è un fattore importante per sedurre: se abbiamo un odore non proprio gradevole, difficilmente riusciremo a sedurre.


La pelle, se vogliamo, è un ottimo canale di comunicazione, il primo forse e, se ci pensate, affinché si possa instaurare un contatto fisico e psicologico, è necessario una sensazione tattile.

Volti simmetrici

Per quanto riguarda il volto, sicuramente quelli simmetrici attraggono maggiormente. Inoltre, bisogna tenere in considerazione  che anche un viso curato ed una pelle splendente sono degli ottimi biglietti da visita.

Iride

Ci avreste mai pensato? Spesso ad attrarre una persona non è tanto il colore degli occhi, ma il cerchio scuro intorno all’iride: più intenso è, più avremo probabilità di attrarre.

Vestiti

Importante anche  il vestito ed il modo in cui lo si porta: possiamo attrarre qualcuno anche attraverso l’abito, il modo in cui scende, il modo in cui lo portiamo. Per quanto riguarda il colore,  gli esperti dicono che gli uomini sono più attratti dal colore rosso e nero.

Qualcuno di voi a questo punto si starà chiedendo: siamo attratti da ciò che è bello?

Bellezza e attrazione

Diciamo che rispondere a questa domanda  non è così scontato, poiché come tutti noi ben sappiamo, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace: questo significa che, spesso, possono risultare attraenti ai nostri occhi persone non perfette fisicamente, ma che per un motivo o per un altro destano la nostra attenzione. Pensiamo al modo di fare, al modo di gesticolare o anche al modo di parlare: la voce è, per antonomasia, un organo erotico.


Quante volte siamo rimasti affascinati dal modo di parlare di qualcuno o dalla sua voce?


La voce insomma è in grado di accendere il desiderio sessuale.


Queste, come abbiamo visto, non sono caratteristiche fisiche, ma possono ugualmente rendere una donna o un uomo davvero irresistibile, fino a far scattare una vera e propria attrazione sessuale.


venerdì 1 settembre 2017

MINDFULNESS DI COPPIA..UNA SEMPLICE SOLUZIONE..

NON è FACILE VIVERE IN COPPIA…

iniziamo con questo assunto che sembrerà ad alcuni generalizzante ad altri negativo. 

No, è un dato di fatto, una situazione in cui ci troviamo tutti, sia che stiamo parlando di una coppia affettiva ( marito e moglie, fidanzati, amanti), sia che la coppia si composta da un genitore e un figlio, che da amici.




La psicoterapia è fondamentale quando ci sono dei problemi da risolvere per trovare un nuovo modo sano di relazionarsi ( o lasciarsi, in alcuni casi), e questa può essere accompagnata da esercizi di mind-fulness, che aiutano il lavoro stesso, rendendolo più semplice e duraturo.

Altre volte la mindfulness può essere utilizzata da sola per saldare legami già forti o ritrovare entusiasmo e progettualità che con l’andare del tempo, e magari, dopo un momento di stanchezza, 
possono essersi un po’ ingrigiti.

Meditare sull’Amore, infatti è una modalità dedicata a chiunque voglia scoprire come applicare la mindfulness nell’ambito dell’amore e delle relazioni.

Attraverso esercizi di meditazione, riflessioni guidate, condivisioni di coppia e di gruppo e indicazioni per la vita quotidiana, si ESPLORA  e si COLTIVA.

Queste sono due AZIONI_OBIETTIVI fondamentali per ogni relazione, compresa quella con noi stessi.

L’Amore preso in considerazione per primo è quello verso noi stessi come base per entrare in una relazione  con gli altri allo stesso modo, in tutte le forme in cui  può manifestarsi.

L’Amore verso gli altri, il secondo, è una via privilegiata per avere una vita che sia sempre piena di affetto indipendentemente dalla fase che stiamo attraversando nella coppia o con noi stessi.

La possibilità di amare e  rilassarci, lasciando andare il dolore delle aspettative che proiettiamo sull’altro e aprendoci invece alla possibilità di fluire insieme in uno spazio condiviso è un obiettivo fondamentale in tutte le relazioni della nostra vita.

Inoltre impariamo la possibilità di accogliere il disagio che  si crea nelle relazioni, non come qualcosa da cambiare o riparare a tutti i costi, ma come un’opportunità. Grazie a questo io posso allenare la mia curiosità e per cogliere informazioni preziose per il nostro percorso di coppia.

Un altro obiettivo fondamentale è quello di imparare a distinguere fra le relazioni che fanno bene a noi e agli altri, autentiche, naturali e che ci fanno crescere, e quelle che invece è meglio e sano iniziare a lasciare un po’ andare



VANO ATTACCAMENTO

Tutto è impermanente

perché questa è la natura della vita, ma noi facciamo fatica, psicologicamente, a lasciar andare e lottiamo (come fosse una cosa pericolosa), ogni giorno col CAMBIAMENTO. E un giorno, troviamo al nostro fianco qualcuno che non riconosciamo. Quello/a di cui ci eravamo innamorati un tempo,  l'abbiamo perso strada facendo.

QUESTO PRENDERSI CURA, attraverso la mindfulness delle nostre relazioni non ci rende freddi e spietati di fronte all’idea di amore romantico e “per sempre”, ma anzi, ci chiede di impegnarci a tutelarlo, smettendo di dare per scontato chi ci sta accanto. 

Stare nel momento presente significa anche rendersi conto di come ci poniamo nei confronti dell'altrui presenza, del perché, ad esempio,ci troviamo a dover piangere o richiedere presenze che non ci sono.


“Quando siete vicini, dove sei realmente? Il corpo è lì, ma la tua mente?” Thich Nhat Hanh, grande Maestro di Mindfulness.

lunedì 28 novembre 2016

VITTIMA? MA DI CHI?


Quando ci si accorge di essere vittime di violenza psicologica, specialmente se sistematica nel tempo, la vittima deve al più presto chiedere aiuto senza alcuna indecisione e affidandosi a specialisti il più competenti possibili.

 Non pochi i casi in cui il magistrato ha individuato, inoltre, il danno sistematico all'equilibrio psicoaffettivo della vittima da parte del carnefice uso a "negare fatti, eventi e cose dette" al punto da determinare un danno psichico-esistenziale a colei che la subisce.

Una cosa fondamentale che la donna deve fare è capire con chi ha a che fare e quanto questo può essere pericoloso…

I menzogneri patologici la prima cosa che fanno per poter ‘esercitare’ con maggior astuzia è quella di affermarsi  sostenitori assoluti della sincerità e dei suoi valori. Si tratta di persone severamente squilibrate, pure se appaiono normali in superficie, e il loro disturbo può provocare gravissime conseguenze a chi è loro vicino.

 Sono persone affette da DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’ le quali non hanno piena coscienza della loro malattia e credono che mentire sia giusto al fine di salvaguardare il proprio ego ed ottenere benefici, fino al punto di danneggiare gravemente gli altri con comportamenti malvagiamente manipolatori, mendaci ed ipocriti. Mentono con una capacità attoriale , tanto da presentarsi sinceri al più attento osservatore.
 Nella scala dei disturbi psichiatrici i narcisisti-bugiardi giungono poco prima degli psicopatici, ovvero dei serial killer, o comunque di quelle persone disturbate che oltre a mentire e a praticare violenza morale senza alcuna pietà, commettono anche atti di massima crudelta’ fisica. I bugiardi patologici narcisisti non arrivano a ciò, ma con la loro violenza morale  colma di atteggiamenti e comportamenti falsi, possono – senza farsi il minimo scrupolo – generare grandissime sofferenze nelle loro vittime e in alcuni casi possono giungere ad istigare al suicidio.

Esiste un tipo di violenza che non è visibile sulla superficie corporea, a livello cutaneo cioè, ma è ugualmente devastante al punto che può uccidere quanto l'eliminazione fisica diretta. E' un tipo di brutalità che viene perpetrata a mo' di stillicidio, spazzando via l'esistenza ( o provandoci ) ed in genere le vittime sono donne. Il soggetto violento potrebbe incominciare dapprima utilizzando modalità comunicative atte ad isolare la sua vittima, spesso infamandola, fino quindi ad umiliarla con grave danno sotto molteplici aspetti, non ultimo quello inerente alle proiezioni sociali. Lo scopo è quello di condizionarla, confonderla. Questo avviene di solito con l'interruzione e l'impedimento di informazioni reali e la pericolosa somministrazione di notizie false, il che serve a ridurre la vittima in uno stato di impotenza.

 Queste persone tentano di indurre anche, più o meno maldestramente, la donna a credersi "pazza", tentando sempre più tirannicamente di isolarla, al fine di farla comunicare  il meno possibile le aberrazioni subite. Questo tipo di soggetto violento, in genere per patologia psichica mai curata, arriva ad usare pretesti, fatti interamente inesistenti, per colpevolizzare la sua vittima in privato e in pubblico, provando a farle quella che si circoscrive "terra bruciata". Cerca però, vilmente, di non essere solo nel suo operato, e per far questo, reperisce qualche personaggio a lui simile e con cui far “branco”.

Il violento agisce rifiutando qualunque tipo di dialogo realistico circa le menzogne che prepotentemente pretende lei creda. Se ciò non avviene, se la vittima mantiene tenacemente la propria lucidità, il soggetto passa a toni  sarcastici, deride, disprezza, mortifica, squalifica e, ancora una volta, isola. La perseguitata indebolita comincia a sentirsi confusa, non mette più del tutto in dubbio quello che vede e sente.
Ma se lo fa subisce l'ultima fase, quella intimidatoria e delle vendette. Se caratterialmente determinata, la donna potrebbe però continuare a difendersi cercando di convincere il delinquente,  che ciò che lui le fa non è giusto, che ciò che, in modo molesto, afferma è falso. Tenta di far chiarezza ancorandosi alla razionalità. Cerca tenacemente, e spesso trova, tutte le prove della realtà dei fatti, annientandosi con inevitabile stress e logorìo della propria salute, mentre irrita ancor di più il suo carnefice.

La violenza psicologica erode e calpesta la dignità della persona. È composta di un insieme di comportamenti messi in atto al fine, conscio o inconscio,  d'indebolire figlie compagne sorelle, donne che solitamente manifestano fin da subito qualità umane di cui il personaggio dannoso, di solito un familiare, si vede sprovvisto. Questo tipo di tormenti si svolge nel tempo, nell'arco di intere esistenze violate, e raramente culmina con l'eliminazione fisica, essendoci comunque una relazione di dipendenza. E' purtroppo la donna stessa, invece, che si ammala di depressione, arrivando in alcuni casi al suicidio o diventa insicura, dubbiosa di sé, convinta alla fine della ragione e della bontà di chi le sta invece infliggendo molestie ed abusi psicologici con costanza criminale.

DONNE

Un’esca facile:




innumerevoli donne messe a morte,
imbracate, annegate, bruciate,
abbandonate nei più marci terreni.

E non finisce.

Donne ormai lontane dai
rosati infanti che furono,
che sono quelle ombre d’uomo
temute, impronunciabili.


Poesia di Mariella Bettarini



sabato 13 febbraio 2016

MA QUANTO MI FA STAR BENE IL MIO CUCCIOLO?

Gli animali sono "fluidificatori sociali" e "riducono lo spazio apatico".

Termini medici per dire che gli animali fanno stare meglio, specie le persone affette da disagio o disabilità fisiche e psichiche. Non a caso l'uomo si circonda della loro compagnia e del loro ausilio dall'alba dei tempi. Ma oggi gli animali vengono utilizzati nella Pet therapy, le terapie assistite che affiancano la medicina tradizionale.

Infatti, si è notato che durante le sedute di Pet Therapy si abbassa l'ansia, si riduce la pressione sanguigna, la glicemia e il battito cardiaco e, dopo, i livelli di cortisolo ed endorfine, ormoni del benessere risultano aumentati.
Effetti riscontrati e confermati da decine di studi scientifici. Tanto che oggi, dopo aver faticato ad imporsi, la Pet therapy è da noi riconosciuta e diffusamente praticata. Guardiamo, oltre ai conosciutissimi e amatissimi cani e gatti, quali altri pissoli animali possono aiutarci.

Il cincillà è un animale che infonde dolcezza, socievolezza e positività. Così aiuta le persone solitarie, un po' spigolose e che vedono tutto nero. Non ha unghie, quindi non può graffiare, e ha un pelo morbidissimo che lo fa assomigliare a uno scoiattolo paffuto. La sua aria da cartoon e la sua simpatia muovono emozioni di tenerezza. Ed è davvero amico di tutti. Ti basta allungare le braccia per ritrovartelo in braccio. In più, è giocoso e molto attivo. Controindicazioni. È un po' delicato, quindi va tenuto lontano dai bambini maneschi o goffi che potrebbero fargli male.





La cavia peruviana è insostituibile quando ci sono problemi di relazione. Osservandolo si impara a fare amicizia nel modo giusto: aprendosi agli altri, ma senza aggressività. E’ facile andare d'accordo con un porcellino d'india, perché è un animale molto sociale e molto curioso. Nella pet therapy si utilizzano fratellini e famigliole, quando giocano e si dividono il cibo diventano un esempio da seguire. Controindicazioni: come un vero "maialino" fa i suoi bisogni senza controllo, anche quando ce l'hai in braccio.

Il coniglio cura emotività, tristezza e timidezza. Funziona perché trasmette tranquillità e permette di immedesimarsi: proiettando sul coniglio gli stati d'animo si impara a riconoscerli e ad affrontarli. È silenzioso, paziente, prevedibile e adora essere accarezzato. Dargli da mangiare, spazzolarlo, preparargli la cuccia sono attività che apprezza molto e intanto impari a prenderti cura anche di te stessa. Controindicazioni. I cuccioli, troppo instabili e imprevedibili, sono assolutamente inadatti. Non ama essere preso in braccio e se è stressato si immobilizza. È il momento di lasciarlo stare.


E DORMIRCI INSIEME  FA BENE? E' il momento di sfatare un tabù: dormire insieme agli animali domestici può avere i suoi benefici. A sostenerlo è uno studio elaborato dalla clinica di medicina del sonno in Arizona, la Mayo Clinic. Abbattete ogni pregiudizio e cambiate le salde abitudini instaurate con i vostri fedeli compagni di vita a quattro zampe, aprendo le porte delle vostre camere da letto e lasciando un posticino anche per loro sui vostri sofà in salotto.

Secondo il rapporto di questa analisi, la metà delle famiglie negli Stati Uniti possiede un animale e sono molte quelle che hanno confessato di dormire insieme a loro o di lasciare un posto libero in camera da letto. Lois Krahn, specialista in medicina del sonno, è uno degli autori di questa ricerca che è stata condotta su 150 partecipanti.






Essi hanno compilato un questionario per rispondere ad alcune domande e spiegare le loro abitudini personali durante il sonno e solo in seguito hanno fornito indicazioni precise che invece riguardavano l'educazione degli animali domestici. Mentre il 20% degli intervistati ha confessato di essere infastidito dalla loro presenza, più del 41% invece ritiene di sentirsi al sicuro e di riposare tranquillamente, una condizione rafforzata se si tratta di persone single.

Il dottor Krahn ha specificato: "Ci sono state tantissime risposte molto differenti tra loro, alcune davvero singolari ma tutte comunque in grado di contribuire a definire un quadro chiaro sul rapporto con gli animali in relazione al sonno umano. Una signora ad esempio, ha spiegato come i suoi due cagnolini le riscaldino il letto d'inverno, mentre un'altra ha raccontato come percepire la presenza del suo gatto durante la notte riesca a rasserenarla", continua "in ogni caso è fondamentale precisare come occorra fare una distinzione da animale a animale, non si può certo paragonare un chihuahua con un alano per ovvie ragioni".

 Un'altra differenza che va poi considerata si basa sull’indole ormai conosciuta degli animali e riguarda la diversità tra cani e gatti. 

Ecco alcune delle domande tratte dal questionario:
Quanto è grande la vostra camera da letto?
Il vostro animale dorme serenamente o è irrequieto?
Ci sono componenti della famiglia che hanno allergie?
Quanti sono gli animali nella vostra famiglia?
Se il vostro animale dorme sul letto, dove si mette precisamente?

È noto che gli animali assomigliano ai padroni, non solo esteticamente come nella scena iniziale del cartone animato "La carica dei 101", ma anche caratterialmente, se il padrone è tranquillo anche l'amico fido lo sarà. Tantissimi sono i proprietari di animali domestici che li considerano come membri della famiglia e desiderano integrarli in tutti gli aspetti della loro vita, quindi in tal senso il desiderio di voler dormire con loro accanto è comprensibile.


Risultati immagini per dormire insieme agli animaliIl risultato di questa analisi si pone però in forte contrasto con le precedenti analisi scientifiche connesse alla possibilità di contrarre malattie o infezioni, diversi sono gli esperti infatti che vietano alle persone di assumere questo atteggiamento. Questo studio ha fatto comunque discutere, ma una certezza è emersa: moltissime persone hanno avuto la possibilità di riposare e dormire meglio se al loro fianco ci sono gli animali domestici che avrebbero dunque un'influenza notevolmente positiva documentata da queste testimonianze. Se non riuscite a riposare bene provate quindi con il vostro animale a quattro zampe.

 Il dottor Charles Bae, un esperto di medicina del sonno presso la Cleveland Clinic, concorda sul fatto che la decisione finale spetta esclusivamente ai proprietari. "Non è certo un atteggiamento da imporre ma dato il risultato di questi studi si può però raccomandare".

venerdì 11 ottobre 2013

A che cosa serve la psicoterapia?

http://www.articolotre.com/2013/10/a-che-cosa-serve-la-psicoterapia/212585

Che cosa è la psicoterapia e a che cosa serve? Iniziamo col dire che la psicoterapia si svolge sempre sulla base di una relazione umana: nella stanza dello studio c’è lo psicologo e il paziente o i pazienti. Ogni problema psicologico, infatti, solitamente si scopre in una relazione e si cura attraverso relazione.
Lo scopo del rapporto terapeutico è quello di poter riconoscere e gestire le dinamiche della propria sofferenza. La cura può avvenire solamente in un clima di fiducia e comprensione; una volta riconosciute, grazie al percorso terapeutico, le origini e le modalità con cui si giunge alla condizione di disagio  il paziente è maggiormente in grado di cambiarle in modo autonomo.
Quindi la psicoterapia è una forma di aiuto che cura attraverso il rapporto interpersonale. In questo approccio la parola è più di una parola, è un contatto profondo. Lo psicoterapeuta ed il paziente mettono in gioco le loro personalità nello studio terapeutico, un luogo protetto e riservato per eccellenza. In questo ambito il paziente può sentirsi libero di parlare di se stesso ed esprimere completamente il suo disagio.
Il paziente porta un malessere esistenziale, che può presentarsi sotto forma di sintomi manifesti come ansia, depressione, fobie (claustrofobia, agorafobia, fobia sociale ecc.), attacchi di panico, o più in generale si esprime attraverso insicurezze, incapacità di prendere decisioni, o altri disturbi della sfera psicologica ed emotiva. Può anche trovarsi in un momento esistenziale difficile, in cui non riesce a far fronte a difficoltà più pratiche ed oggettive. Il suo peso riguarda perciò un'incapacità sul lavoro, in famiglia, nelle relazioni di coppia o nell'ambito della sessualità. Tutte aree in cui normalmente si presenta una situazione critica e ripetitiva, e dove un aiuto da parte di uno psicoterapeuta può essere fondamentale.

lunedì 2 settembre 2013

Mindfulness…ovvero VOGLIO STARE QUI E VOGLIO STARE BENE!


Il termine mindfulness significa consapevolezza. Il concetto, nel senso in cui lo conosciamo noi oggi, venne utilizzato per la prima volta da Budda oltre duemilacinquecento anni fa.
Budda suggerì di ri-apprendere a mettersi in contatto con la propria esperienza diretta senza la mediazione delle parole. L'esercizio regolare della mindfulness aiuta dunque a superare la tendenza a creare giudizi e preconcetti (buono, cattivo, giusto, sbagliato, etc.) per riappropriarsi della esperienza diretta, senza pregiudizi, senza chiusure, senza negazioni, senza rifiuti.
Secondo la definizione corrente data in ambito scientifico, il termine “mindfulness” si riferisce dunque ad una attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante della propria esperienza. Indica il bisogno di  scegliere le nostre azioni e le direzioni da prendere in virtù dei nostri valori e di ciò che riteniamo più importante per noi stessi.
Questo concetto è alla base degli interventi psicoterapeutici basati sulla mindfulness.
La causa principale della sofferenza, infatti, consiste nell'assumere l'atteggiamento opposto, cioè nel rifiutare alcune emozioni e nel farsi guidare da automatismi inconsapevoli nell'azione.
La mindfulness è composta da una serie di  veri e propri esercizi o meditazioni formalizzate. Molti studi dimostrano che la pratica costante di tali esercizi o “meditazioni” ha profondi effetti sulla salute fisica e mentale.
Ciò si realizza attraverso tre abilità fondamentali che vengono apprese e coltivate con la pratica quotidiana:

  • Apprendere ad ancorarsi al momento presente, invece di essere coinvolti dalle emozioni catastrofiche, depressive o di bisogno compulsivo.
  • Apprendere a riconoscere i pensieri in quanto tali, e a non considerarli dati di fatto.
  • Superare la tendenza all’evitamento esperenziale, caratterizzato da atteggiamenti di fuga e di rifiuto nei confronti dei propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. Questo obiettivo è correlato alla consapevolezza di poter scegliere le proprie azioni, e su cosa applicare il nostro impegno. Da questo punto di vista, la mindfulness è un potente stimolo in direzione dei propri valori personali e dunque alla esposizione alle situazioni e circostanze generalmente evitate.

giovedì 4 luglio 2013

due parole su di me...

SERVIZI PER IL BENESSERE PSICOLOGICODott.ssa Enrica Gagliardi

Psicologa - Psicoterapeuta

 Salve, 
per chi non mi conosce ancora scrivo due (ma proprio due) parole su di me...
se volete rivolgermi domande e avete delle curiosità vi invito a contattarmi via mail o telefono.
e su Twitter @EnricaGagliardi
Grazie e un augurio di Benessere a tutti!

Sono una Psicologa Psicoterapeuta, specializzata in Analisi Transazionale,
mi occupo di psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo e seguo disabili con ritardo mentale, presso il mio studio " Servizi per il Benessere Psicologico" a Pinerolo(TO).
Mi sono dedicata al sostegno psicologico ai malati terminali e alle loro famiglie, di selezione del personale presso più aziende.
Guido gruppi o singoli nell'apprendimento del Training Autogeno e della tecnica della Mind-fulness, entrambi  come forme di rilassamento, per combattere sintomi e stati ansiosi e per preparazioni sportive.
Nel tempo ho condotto numerosi Laboratori Esperienziali di carattere psicologico, con finalità di formazione e parallelamente, gruppi di lavoro volti a riconoscere e a potenziare, le risorse personali.  
Docente presso l' Unitre di Pinerolo, Piossasco, San Secondo, Villar Perosa.
Da anni propongo programmi volti a favorire il benessere psico-fisico, attraverso la co-conduzione di gruppi di lavoro, con l'obiettivo di pervenire ad un'integrazione qualitativa delle differenti discipline. Sono esperta nella comunicazione e nella formazione di gruppi di lavoro finalizzati a percorsi terapeutici e di approfondimento rispetto alle tematiche riguardanti la sfera del Sé e del disagio psicologico.

tel. 338.6604351


Mail: enricagaglardi1@gmail.com