venerdì 1 settembre 2017

MINDFULNESS DI COPPIA..UNA SEMPLICE SOLUZIONE..

NON è FACILE VIVERE IN COPPIA…

iniziamo con questo assunto che sembrerà ad alcuni generalizzante ad altri negativo. 

No, è un dato di fatto, una situazione in cui ci troviamo tutti, sia che stiamo parlando di una coppia affettiva ( marito e moglie, fidanzati, amanti), sia che la coppia si composta da un genitore e un figlio, che da amici.




La psicoterapia è fondamentale quando ci sono dei problemi da risolvere per trovare un nuovo modo sano di relazionarsi ( o lasciarsi, in alcuni casi), e questa può essere accompagnata da esercizi di mind-fulness, che aiutano il lavoro stesso, rendendolo più semplice e duraturo.

Altre volte la mindfulness può essere utilizzata da sola per saldare legami già forti o ritrovare entusiasmo e progettualità che con l’andare del tempo, e magari, dopo un momento di stanchezza, 
possono essersi un po’ ingrigiti.

Meditare sull’Amore, infatti è una modalità dedicata a chiunque voglia scoprire come applicare la mindfulness nell’ambito dell’amore e delle relazioni.

Attraverso esercizi di meditazione, riflessioni guidate, condivisioni di coppia e di gruppo e indicazioni per la vita quotidiana, si ESPLORA  e si COLTIVA.

Queste sono due AZIONI_OBIETTIVI fondamentali per ogni relazione, compresa quella con noi stessi.

L’Amore preso in considerazione per primo è quello verso noi stessi come base per entrare in una relazione  con gli altri allo stesso modo, in tutte le forme in cui  può manifestarsi.

L’Amore verso gli altri, il secondo, è una via privilegiata per avere una vita che sia sempre piena di affetto indipendentemente dalla fase che stiamo attraversando nella coppia o con noi stessi.

La possibilità di amare e  rilassarci, lasciando andare il dolore delle aspettative che proiettiamo sull’altro e aprendoci invece alla possibilità di fluire insieme in uno spazio condiviso è un obiettivo fondamentale in tutte le relazioni della nostra vita.

Inoltre impariamo la possibilità di accogliere il disagio che  si crea nelle relazioni, non come qualcosa da cambiare o riparare a tutti i costi, ma come un’opportunità. Grazie a questo io posso allenare la mia curiosità e per cogliere informazioni preziose per il nostro percorso di coppia.

Un altro obiettivo fondamentale è quello di imparare a distinguere fra le relazioni che fanno bene a noi e agli altri, autentiche, naturali e che ci fanno crescere, e quelle che invece è meglio e sano iniziare a lasciare un po’ andare



VANO ATTACCAMENTO

Tutto è impermanente

perché questa è la natura della vita, ma noi facciamo fatica, psicologicamente, a lasciar andare e lottiamo (come fosse una cosa pericolosa), ogni giorno col CAMBIAMENTO. E un giorno, troviamo al nostro fianco qualcuno che non riconosciamo. Quello/a di cui ci eravamo innamorati un tempo,  l'abbiamo perso strada facendo.

QUESTO PRENDERSI CURA, attraverso la mindfulness delle nostre relazioni non ci rende freddi e spietati di fronte all’idea di amore romantico e “per sempre”, ma anzi, ci chiede di impegnarci a tutelarlo, smettendo di dare per scontato chi ci sta accanto. 

Stare nel momento presente significa anche rendersi conto di come ci poniamo nei confronti dell'altrui presenza, del perché, ad esempio,ci troviamo a dover piangere o richiedere presenze che non ci sono.


“Quando siete vicini, dove sei realmente? Il corpo è lì, ma la tua mente?” Thich Nhat Hanh, grande Maestro di Mindfulness.

lunedì 28 novembre 2016

VITTIMA? MA DI CHI?


Quando ci si accorge di essere vittime di violenza psicologica, specialmente se sistematica nel tempo, la vittima deve al più presto chiedere aiuto senza alcuna indecisione e affidandosi a specialisti il più competenti possibili.

 Non pochi i casi in cui il magistrato ha individuato, inoltre, il danno sistematico all'equilibrio psicoaffettivo della vittima da parte del carnefice uso a "negare fatti, eventi e cose dette" al punto da determinare un danno psichico-esistenziale a colei che la subisce.

Una cosa fondamentale che la donna deve fare è capire con chi ha a che fare e quanto questo può essere pericoloso…

I menzogneri patologici la prima cosa che fanno per poter ‘esercitare’ con maggior astuzia è quella di affermarsi  sostenitori assoluti della sincerità e dei suoi valori. Si tratta di persone severamente squilibrate, pure se appaiono normali in superficie, e il loro disturbo può provocare gravissime conseguenze a chi è loro vicino.

 Sono persone affette da DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’ le quali non hanno piena coscienza della loro malattia e credono che mentire sia giusto al fine di salvaguardare il proprio ego ed ottenere benefici, fino al punto di danneggiare gravemente gli altri con comportamenti malvagiamente manipolatori, mendaci ed ipocriti. Mentono con una capacità attoriale , tanto da presentarsi sinceri al più attento osservatore.
 Nella scala dei disturbi psichiatrici i narcisisti-bugiardi giungono poco prima degli psicopatici, ovvero dei serial killer, o comunque di quelle persone disturbate che oltre a mentire e a praticare violenza morale senza alcuna pietà, commettono anche atti di massima crudelta’ fisica. I bugiardi patologici narcisisti non arrivano a ciò, ma con la loro violenza morale  colma di atteggiamenti e comportamenti falsi, possono – senza farsi il minimo scrupolo – generare grandissime sofferenze nelle loro vittime e in alcuni casi possono giungere ad istigare al suicidio.

Esiste un tipo di violenza che non è visibile sulla superficie corporea, a livello cutaneo cioè, ma è ugualmente devastante al punto che può uccidere quanto l'eliminazione fisica diretta. E' un tipo di brutalità che viene perpetrata a mo' di stillicidio, spazzando via l'esistenza ( o provandoci ) ed in genere le vittime sono donne. Il soggetto violento potrebbe incominciare dapprima utilizzando modalità comunicative atte ad isolare la sua vittima, spesso infamandola, fino quindi ad umiliarla con grave danno sotto molteplici aspetti, non ultimo quello inerente alle proiezioni sociali. Lo scopo è quello di condizionarla, confonderla. Questo avviene di solito con l'interruzione e l'impedimento di informazioni reali e la pericolosa somministrazione di notizie false, il che serve a ridurre la vittima in uno stato di impotenza.

 Queste persone tentano di indurre anche, più o meno maldestramente, la donna a credersi "pazza", tentando sempre più tirannicamente di isolarla, al fine di farla comunicare  il meno possibile le aberrazioni subite. Questo tipo di soggetto violento, in genere per patologia psichica mai curata, arriva ad usare pretesti, fatti interamente inesistenti, per colpevolizzare la sua vittima in privato e in pubblico, provando a farle quella che si circoscrive "terra bruciata". Cerca però, vilmente, di non essere solo nel suo operato, e per far questo, reperisce qualche personaggio a lui simile e con cui far “branco”.

Il violento agisce rifiutando qualunque tipo di dialogo realistico circa le menzogne che prepotentemente pretende lei creda. Se ciò non avviene, se la vittima mantiene tenacemente la propria lucidità, il soggetto passa a toni  sarcastici, deride, disprezza, mortifica, squalifica e, ancora una volta, isola. La perseguitata indebolita comincia a sentirsi confusa, non mette più del tutto in dubbio quello che vede e sente.
Ma se lo fa subisce l'ultima fase, quella intimidatoria e delle vendette. Se caratterialmente determinata, la donna potrebbe però continuare a difendersi cercando di convincere il delinquente,  che ciò che lui le fa non è giusto, che ciò che, in modo molesto, afferma è falso. Tenta di far chiarezza ancorandosi alla razionalità. Cerca tenacemente, e spesso trova, tutte le prove della realtà dei fatti, annientandosi con inevitabile stress e logorìo della propria salute, mentre irrita ancor di più il suo carnefice.

La violenza psicologica erode e calpesta la dignità della persona. È composta di un insieme di comportamenti messi in atto al fine, conscio o inconscio,  d'indebolire figlie compagne sorelle, donne che solitamente manifestano fin da subito qualità umane di cui il personaggio dannoso, di solito un familiare, si vede sprovvisto. Questo tipo di tormenti si svolge nel tempo, nell'arco di intere esistenze violate, e raramente culmina con l'eliminazione fisica, essendoci comunque una relazione di dipendenza. E' purtroppo la donna stessa, invece, che si ammala di depressione, arrivando in alcuni casi al suicidio o diventa insicura, dubbiosa di sé, convinta alla fine della ragione e della bontà di chi le sta invece infliggendo molestie ed abusi psicologici con costanza criminale.

DONNE

Un’esca facile:




innumerevoli donne messe a morte,
imbracate, annegate, bruciate,
abbandonate nei più marci terreni.

E non finisce.

Donne ormai lontane dai
rosati infanti che furono,
che sono quelle ombre d’uomo
temute, impronunciabili.


Poesia di Mariella Bettarini



martedì 6 settembre 2016

CHE COSA è IL...BUSINESS PLAN? PER IL TUO LAVORO O PER UN NUOVO PROGETTO.

Il business plan è un importante strumento di pianificazione economica e finanziaria fondamentale in fase

Esso inoltre costituisce un importante riferimento a livello di gestione del proprio lavoro per definire il raggiungimento degli obiettivi economici (o dello specifico progetto).

Il business plan non ha una struttura specifica fissa, ma si adatta a seconda del fine per il quale viene redatto.

Esso generalmente è composto da una parte economica, che verrà utilizzata come punto di partenza e di arrivo, un lavoro utile  e profondo su se stessi, sulle proprie caratteristiche psicologiche, i propri limiti e le proprie risorse e il loro utilizzo per affrontare al meglio l’anno lavorativo.

Segue uno studio psicologico e comunicativo nei confronti dei “concorrenti” e dei clienti.

Scopo di tutto questo è “non navigare a vista”, situazione in cui si trovano spesso i giovani liberi professionisti, ma anche quelli più “maturi” e avere un piano d’azione non comune agli altri professionisti, ma cucito su misura per se stessi, in modo da ottenere il meglio nel meno tempo possibile.



Per informazioni su prezzi e modalità potete rivolgervi direttamente alla dottoressa Gagliardi
338.6604351

sabato 13 febbraio 2016

MA QUANTO MI FA STAR BENE IL MIO CUCCIOLO?

Gli animali sono "fluidificatori sociali" e "riducono lo spazio apatico".

Termini medici per dire che gli animali fanno stare meglio, specie le persone affette da disagio o disabilità fisiche e psichiche. Non a caso l'uomo si circonda della loro compagnia e del loro ausilio dall'alba dei tempi. Ma oggi gli animali vengono utilizzati nella Pet therapy, le terapie assistite che affiancano la medicina tradizionale.

Infatti, si è notato che durante le sedute di Pet Therapy si abbassa l'ansia, si riduce la pressione sanguigna, la glicemia e il battito cardiaco e, dopo, i livelli di cortisolo ed endorfine, ormoni del benessere risultano aumentati.
Effetti riscontrati e confermati da decine di studi scientifici. Tanto che oggi, dopo aver faticato ad imporsi, la Pet therapy è da noi riconosciuta e diffusamente praticata. Guardiamo, oltre ai conosciutissimi e amatissimi cani e gatti, quali altri pissoli animali possono aiutarci.

Il cincillà è un animale che infonde dolcezza, socievolezza e positività. Così aiuta le persone solitarie, un po' spigolose e che vedono tutto nero. Non ha unghie, quindi non può graffiare, e ha un pelo morbidissimo che lo fa assomigliare a uno scoiattolo paffuto. La sua aria da cartoon e la sua simpatia muovono emozioni di tenerezza. Ed è davvero amico di tutti. Ti basta allungare le braccia per ritrovartelo in braccio. In più, è giocoso e molto attivo. Controindicazioni. È un po' delicato, quindi va tenuto lontano dai bambini maneschi o goffi che potrebbero fargli male.





La cavia peruviana è insostituibile quando ci sono problemi di relazione. Osservandolo si impara a fare amicizia nel modo giusto: aprendosi agli altri, ma senza aggressività. E’ facile andare d'accordo con un porcellino d'india, perché è un animale molto sociale e molto curioso. Nella pet therapy si utilizzano fratellini e famigliole, quando giocano e si dividono il cibo diventano un esempio da seguire. Controindicazioni: come un vero "maialino" fa i suoi bisogni senza controllo, anche quando ce l'hai in braccio.

Il coniglio cura emotività, tristezza e timidezza. Funziona perché trasmette tranquillità e permette di immedesimarsi: proiettando sul coniglio gli stati d'animo si impara a riconoscerli e ad affrontarli. È silenzioso, paziente, prevedibile e adora essere accarezzato. Dargli da mangiare, spazzolarlo, preparargli la cuccia sono attività che apprezza molto e intanto impari a prenderti cura anche di te stessa. Controindicazioni. I cuccioli, troppo instabili e imprevedibili, sono assolutamente inadatti. Non ama essere preso in braccio e se è stressato si immobilizza. È il momento di lasciarlo stare.


E DORMIRCI INSIEME  FA BENE? E' il momento di sfatare un tabù: dormire insieme agli animali domestici può avere i suoi benefici. A sostenerlo è uno studio elaborato dalla clinica di medicina del sonno in Arizona, la Mayo Clinic. Abbattete ogni pregiudizio e cambiate le salde abitudini instaurate con i vostri fedeli compagni di vita a quattro zampe, aprendo le porte delle vostre camere da letto e lasciando un posticino anche per loro sui vostri sofà in salotto.

Secondo il rapporto di questa analisi, la metà delle famiglie negli Stati Uniti possiede un animale e sono molte quelle che hanno confessato di dormire insieme a loro o di lasciare un posto libero in camera da letto. Lois Krahn, specialista in medicina del sonno, è uno degli autori di questa ricerca che è stata condotta su 150 partecipanti.






Essi hanno compilato un questionario per rispondere ad alcune domande e spiegare le loro abitudini personali durante il sonno e solo in seguito hanno fornito indicazioni precise che invece riguardavano l'educazione degli animali domestici. Mentre il 20% degli intervistati ha confessato di essere infastidito dalla loro presenza, più del 41% invece ritiene di sentirsi al sicuro e di riposare tranquillamente, una condizione rafforzata se si tratta di persone single.

Il dottor Krahn ha specificato: "Ci sono state tantissime risposte molto differenti tra loro, alcune davvero singolari ma tutte comunque in grado di contribuire a definire un quadro chiaro sul rapporto con gli animali in relazione al sonno umano. Una signora ad esempio, ha spiegato come i suoi due cagnolini le riscaldino il letto d'inverno, mentre un'altra ha raccontato come percepire la presenza del suo gatto durante la notte riesca a rasserenarla", continua "in ogni caso è fondamentale precisare come occorra fare una distinzione da animale a animale, non si può certo paragonare un chihuahua con un alano per ovvie ragioni".

 Un'altra differenza che va poi considerata si basa sull’indole ormai conosciuta degli animali e riguarda la diversità tra cani e gatti. 

Ecco alcune delle domande tratte dal questionario:
Quanto è grande la vostra camera da letto?
Il vostro animale dorme serenamente o è irrequieto?
Ci sono componenti della famiglia che hanno allergie?
Quanti sono gli animali nella vostra famiglia?
Se il vostro animale dorme sul letto, dove si mette precisamente?

È noto che gli animali assomigliano ai padroni, non solo esteticamente come nella scena iniziale del cartone animato "La carica dei 101", ma anche caratterialmente, se il padrone è tranquillo anche l'amico fido lo sarà. Tantissimi sono i proprietari di animali domestici che li considerano come membri della famiglia e desiderano integrarli in tutti gli aspetti della loro vita, quindi in tal senso il desiderio di voler dormire con loro accanto è comprensibile.


Risultati immagini per dormire insieme agli animaliIl risultato di questa analisi si pone però in forte contrasto con le precedenti analisi scientifiche connesse alla possibilità di contrarre malattie o infezioni, diversi sono gli esperti infatti che vietano alle persone di assumere questo atteggiamento. Questo studio ha fatto comunque discutere, ma una certezza è emersa: moltissime persone hanno avuto la possibilità di riposare e dormire meglio se al loro fianco ci sono gli animali domestici che avrebbero dunque un'influenza notevolmente positiva documentata da queste testimonianze. Se non riuscite a riposare bene provate quindi con il vostro animale a quattro zampe.

 Il dottor Charles Bae, un esperto di medicina del sonno presso la Cleveland Clinic, concorda sul fatto che la decisione finale spetta esclusivamente ai proprietari. "Non è certo un atteggiamento da imporre ma dato il risultato di questi studi si può però raccomandare".

venerdì 8 gennaio 2016

EMOZIONI E MENTE (SECONDA PARTE)

Questo articolo è stato realizzato insieme a Rosy Cervellera,
Consulente di Prevenzione Naturale, con cui collaboro per poter dare un servizio di Salute psico-fisica completo.
Quali pensieri colorano le vostre giornate e nottate?
Quanto le emozioni condizionano i pensieri convogliandoli in una certa direzione, desiderabile o insopportabile?
Chi di noi, non si è mai sentito imprigionato dai propri pensieri ricorrenti. È come essere chiusi in prigione e non poter vedere nient’altro che quelle quattro mura, i vari toni di grigio, le irregolarità e i segni del tempo ora dopo ora, giorno dopo giorno.
Gli stessi pensieri si ripetono ancora e ancora e ancora, incessantemente.
Anche se vorremmo pensare ad altro, anche se vorremmo dormire, anche se vorremmo dirci che andrà tutto bene, che non c’è niente di orribile là fuori, non ci riusciamo.
I pensieri, l’energia della mente, influenzano direttamente il modo in cui il cervello fisico controlla i processi fisiologici del corpo. L’energia del pensiero può attivare oppure inibire le proteine che attivano le funzioni della cellula attraverso i meccanismi dell’interferenza costruttiva e distruttiva.
mente assente
Per questo, quando ho fatto il primo passo verso il cambiamento della mia vita, ho dovuto controllare attivamente dove impiegavo la mia energia cerebrale.
La PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) rappresenta la dimostrazione scientifica della visione olistica dell’essere umano. L’olismo, dal greco holon= considera tutto l’essere umano come un insieme di parti e delle relazioni che si sviluppano tra di esse.La PNEI è una chiave di lettura della malattia e dei collegamenti tra zone del corpo anche apparentemente lontane.

E’ la base scientifica del modello di cura “Mente-Corpo”: i pensieri, le emozioni, gli stili di vita influenzano direttamente le cellule e gli organi, rafforzano o indeboliscono il sistema immunitario, il sistema ormonale e il sistema nervoso.


A partire dagli studi di Selye sullo stress, nel 1936, era nata una nuova generazione di studi scientifici che avevano poi condotto alla definizione della PNEI. Grazie a questi studi si è giunti alla comprensione che bisogna “abbandonare lo sguardo dell’anatomista che, da secoli, taglia e separa l’organismo umano in compartimenti, edificando discipline scientifiche e pratiche cliniche non comunicanti tra loro.

Si sono identificati i collegamenti tra cervello, sistema endocrino e sistema immunitario. Adesso i canali di collegamento tra psiche e soma e le molecole mediatrici di questo rapporto (neuropeptidi) sono state identificate.” (daPsiconeuroendocrinoimmunologia di F. Bottacioli).
E, ancora, che “I neuropeptidi sono come pensieri trasformati in materia.” (da Molecole di Emozioni di Candace Pert).
Gli studi della PNEI dimostrano che “non possiamo più attribuire alle emozioni e agli atteggiamenti mentali minore validità che alla sostanza fisica, anzi, dobbiamo considerarli segnali cellulari che traducono le informazioni in realtà fisica, che trasformano letteralmente la mente in materia.” (Molecole di Emozioni).
Come agisce la mente?
La mente, intesa come unità pensante e percettiva diversa dal cervello, svolge un ruolo importante: quando noi pensiamo in un certo modo utilizziamo in quel modo le emozioni e, a livello biochimico, si attivano trasformazioni particolari che influenzano in maniera determinante la nostra biologia.

Per questo motivo, la mente può influenzare il corpo, e avere un ruolo determinante sia nel produrre una malattia, sia nella cura della stessa e nella tutela della salute.

I pensieri, le emozioni e i comportamenti interagiscono con le cellule e i tessuti, influenzando il sistema energetico: essi contribuiscono al malessere e alla malattia o, se adeguatamente trasformati, contribuiscono alla salute e alla gioia di vivere.

I neuroni si rinnovano: cambiare è possibile!

Un fondamentale approdo delle scoperte delle neuroscienze è la dimostrazione che il cervello è neuroplastico: ciò significa che si possono creare nuovi neuroni, nuove relazioni neurali e nuove mappe neurali in seguito all’esercizio di pensieri e immagini nuove.
mente e sorrisi
Questo processo di rinnovamento avvia cambiamenti profondi nel nostro modo di percepire la vita, nei nostri stati d’animo e nei nostri comportamenti, e può portarci all’incontro con la nostra identità profonda che restituisce un senso alla vita (chi sono, cosa voglio e come voglio vivere).
Finché c’è vita, il cambiamento è sempre possibile, basta rimanere aperti/e a nuovi stimoli di conoscenza.

Emozioni e mente 1° parte

Le emozioni sono importanti: rendono la nostra vita ricca di momenti speciali pieni di sentimenti che si imprimono nella memoria e ci fanno stare bene.

Succede che se,invece, viviamo emozioni  spiacevoli come,un amore sbagliato, un lutto, una separazione, una persistente insoddisfazione sul lavoro, possono dare tutti, ansia, tristezza, malinconia, ma anche malattie psicosomatiche: eruzioni cutanee, i problemi digestivi e respiratori e disturbi del sonno.
Lo sapevi?

I sentimenti e le emozioni negative, soprattutto quando non sono espresse, possono radicarsi nel corpo.

Ogni individuo è un’inseparabile unità fra mente e corpo: per questo, salute o malattia sono anche un’espressione di benessere o malessere psicologico e nel malessere psicologico, vi è un considerevole incremento di cortisolo,un ormone che in quantità eccessive, inibisce il sistema immunitario. E rende così più vulnerabili alle malattie infettive”.come spiega Antonino Minervino, Membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Medicina Psicosomatica.
Quindi ,quando i sintomi si presentano, non vanno combattuti, perché sono un segnale : in questi casi, ammalarsi, deve diventare lo stimolo ad abbandonare gli atteggiamenti negativi.

Certo è che, per attuare questo processo spesso non basta una buona autoanalisi, ma è necessario la guida, il supporto di un esperto.
Ora,qui, di seguito la psicosomatica di alcuni disturbi più ricorrenti:
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MAL DI TESTA.
Le Cefalee e le emicranie  segnalano il bisogno di ridurre l’eccesso di razionalità, e dare invece, più voce all’intuizione e alle emozioni.
Solitamente, chi soffre di cefalea è uno che deve tenere sempre tutto sotto controllo senza delegare mai.

INSONNIA
L’insonnia è un disturbo che colpisce,solitamente, chi non riesce a lasciarsi andare e questo purtroppo, accompagna la depressione. Spesso, chi soffre di insonnia è anche una persona profondamente insicura, che si sente esausta e sovraesposta ai rischi della vita.
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TORCICOLLO
Chi tende a somatizzare nei muscoli e nelle articolazioni ha un modello di vita piuttosto rigido, con una propensione al perfezionismo e all’autocontrollo, una costante del “mantenere la testa a posto”, o del “non abbassare la testa” negandosi impulsi aggressivi e manifestazioni di delusione e di irritazione.
DISTURBI RESPIRATORI
Simboleggiare la difficoltà ad affrontare da soli gli ostacoli e le lotte, piccole o grandi, che la vita  richiede: molto forte è, infatti, l’equivalenza della respirazione con l’autonomia.
La tosse nervosa,ad esempio è indice di una grande tensione e del tentativo di sbarazzarsi di desideri percepiti come estranei o pericolosi.
Invece,sentimenti di collera o di ira che non si riescono ad esprimere a parole sono spesso alla base della tosse cronica.

ORTICARIA, o psoriasi
La pelle rappresenta uno dei più importanti organi di espressione emotiva, lo straordinario confine fra il dentro ed il fuori, specchio dell’anima e grande strumento di comunicazione.
Sono persone con una tendenza ad adottare atteggiamenti passivi nei rapporti umani. Hanno una spiccata componente ansiosa, una grande vulnerabilità nei rapporti sentimentali ed un elevato grado di insicurezza.
In particolare, il prurito, indica la scarsa propensione a reggere una tensione emotiva, irritabilità, ansia, problemi sessuali, sentimenti di colpa, paura e collera ed inibizione dell’aggressività, spesso accompagnate da uno stile ossessivo.
ALLERGIE
Esprimono una reazione aggressiva volta a difendersi simbolicamente da ciò che attrae e che, insieme, si percepisce come pericoloso.
Esprime la paura della persona verso chiunque, anche verso il proprio partner.
PROBLEMI CARDIACI
Spesso chi manifesta “problemi di cuore” ha fortemente compresso le sue emozioni e pulsioni istintive, si è trincerato dietro una cortina impenetrabile.
L’infarto spesso rappresenta il punto d’arrivo di sofferenze interiori croniche, prolungate.

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GASTRITE
Soffrire, con una certa frequenza, di gastriti, bruciori di stomaco e altri disturbi digestivi denota un atteggiamento spesso rinunciatario, una mancanza di fiducia nelle proprie potenzialità.
Chi soffre di malattie gastriche è lacerato tra due poli opposti: reprime l’aggressività, oppure esplode in reazioni iperaggressive.

Lo stesso Ippocrate, padre della medicina occidentale, affermava: “Non è tanto importante conoscere la malattia, quanto conoscere chi è ammalato”.

Questo articolo è stato realizzato insieme a Rosy Cervellera,
Consulente di Prevenzione Naturale, con cui collaboro per poter dare un servizio di Salute psico-fisica completo.


martedì 27 ottobre 2015

5 cose da fare per sorridere… anche al lavoro!

5 semplici passi per migliorare la vita lavorativa; naturalmente non generalizziamo e che, tramite queste indicazioni ognuno trovi la sua...ricetta!!

IMPARA A COMUNICARE
Il  modo più efficace per costruire relazioni positive sul lavoro è la sincerità. Molte persone pensano che al lavoro non si possa essere  completamente sinceri: se anche tu fai parte del gruppo è tempo di  ricredersi. La questione non è esprimere senza freni qualsiasi cosa ci  stia passando per la testa o dire senza mezzi termini ciò che pensiamo degli altri, bensì seguire un approccio differente. Impara a sorridere. Costruire e nutrire l'empatia è la chiave per avere una buona comunicazione. 
Inizia a chiederti  quali sono le tue esigenze, acquista più sicurezza nelle tue risorse e  impara a comunicare. La prima regola è smettere di cercare scuse o  giustificazioni e iniziare ad agire

ORGANIZZATI
Lascia tutto come se dovessi andartene domattina, eviterai stress inutile migliorando l'organizzazione della tua vita. Inoltre sarà più facile gestire eventuali emergenze e in caso di assenza chi ti sostituirà avrà a disposizione il necessario per lavorare bene. Una buona organizzazione  non serve solo a lavorare meglio, ma è il più efficace rimedio... antistress! 
Sarebbe preferibile iniziare la giornata sbrigando i lavori che richiedono più attenzione, quelli che saresti tentata a procrastinare,  in modo da poter dedicare loro più energia e concentrazione
È in arrivo un compito veloce? se hai tempo fallo subito. Rimandare fa perdere più tempo.
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CONDIVIDI
non stiamo parlando di Facebook o social in generale.
E inoltre essere amichevoli sul lavoro non significa dover necessariamente  condividere ogni aspetto della tua vita privata: decidi tu se e quanto farlo, cosa dire  di te oppure tacere, ma non dimenticare di... fare una pausa caffè e dedicare del tempo ai colleghi! Talvolta dimentichiamo che quelli intorno a noi sono persone, non ruoli. Interessarsi agli altri contribuisce a creare relazioni positive e costruttive, appiana i dissidi e aiuta a capire che di fronte a te c'è un individuo dalla vita complessa e problematica proprio come la tua. Evita il pettegolezzo e ricorda che chi fa gossip con te lo farà anche su di te.

RICARICATI
Secondo uno studio effettuato in Danimarca fare pausa fa bene alla qualità del lavoro, perché una (piccola!) interruzione aiuta a riprendere con più slancio, fa superare i momenti di impasse e aumenta la creatività, oltre a rafforzare il legame con gli altri. impara a ricaricarti. Ricorda che la pausa  serve a... rilassarsi! 
Evita di appesantire questi momenti con commissioni o telefonate estenuanti; concediti un momento per chiacchierare con gli altri, fare una piccola passeggiata o trascorrere un istante all'aria aperta. Non è una pausa caffè a    farti perdere tempo, bensì la tendenza alla dispersione e l'incapacità di sfruttare bene le ore lavorative. Attenzione a quando i break diventano un'interruzione continua: poniti degli obiettivi e fai uno stop solo quando lo avrai raggiunto. 
Quando lavori impara a creare silenzio fuori e soprattutto dentro di te. Concentrati e immergiti al 100% in ciò che fai, qualsiasi cosa sia, la qualità del tuo lavoro sarà più alta e guadagnerai tempo.
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SII FEDELE ALLE TUE PRIORITÀ ( e soprattutto...conoscile!)
I superiori non sono alieni, ma persone esattamente come te, con un carico in termini di responsabilità e organizzazione che spesso li rende nervosi, preoccupati, poco pazienti. Qualche volta comunicare con il capo può diventare difficile, soprattutto in un mondo del lavoro dominato da crisi e paura di licenziamenti improvvisi. Abbi il coraggio di chiederti quali sono le tue priorità e  impara a esprimere tuoi bisogni, al tuo capo, così come agli altri. 
Avere una buona reputazione sul lavoro non significa dover dire sempre  si, anzi tutt'altro: quando una persona lavora con qualità saper affermare i propri no esprime autorevolezza e gioca a tuo favore, aiutando persino a migliorare le condizioni lavorative. Non smettere di dare un contributo costruttivo al luogo in cui lavori e sii propositivo. Il modo giusto per farlo? Lascia da parte l'aggressività e usa empatia, decisione e gentilezza
L'essere umano è un animale sociale: abbandonare paura e arroganza per trovare l'autentica sicurezza in noi stessi è la chiave per un cambiamento positivo.
liberamente tratto da un articolo di De Bernardi (DM)